Il PP chiede al Consiglio insulare di attuare l’accordo unanime per tutelare la casa della famiglia Roger e il patrimonio costiero
Il Gruppo Popolare chiede che l’istituzione insulare si costituisca nel procedimento e dia attuazione all’ampliamento delle misure cautelari per proteggere l’ultima casa di Cueva de la Negra, come previsto dalla mozione istituzionale approvata a settembre.
La famiglia di Pascuala Roger mantiene aperta la via giudiziaria, ha chiesto un’indagine al Difensore del popolo e pretende formalmente che venga attuato l’accordo unanime approvato dal Consiglio insulare di Fuerteventura per ampliare la tutela della sua casa centenaria, l’ultima rimasta di quello che un tempo era un antico villaggio costiero a Cueva de la Negra, nel municipio di Pájara. Di fronte a questa situazione di abbandono, il Partito Popolare di Fuerteventura sollecita il Consiglio insulare a dare attuazione alla mozione istituzionale a tutela degli insediamenti costieri tradizionali, costituendosi nel procedimento e adottando le garanzie richieste.
L’iniziativa, promossa dal Gruppo Popolare lo scorso settembre e trasformata in un accordo istituzionale, chiede la creazione di un inventario insulare degli insediamenti costieri e l’adozione urgente di misure cautelari per evitare la demolizione dell’edificio centenario, oltre che la perdita irreparabile del patrimonio etnografico della costa di Fuerteventura.
Il portavoce del Partito Popolare nel Consiglio insulare, Claudio Gutiérrez, ha invitato l’istituzione a prendere l’iniziativa e a non rimandare la risposta. “Il Consiglio insulare deve agire subito, dare attuazione alla mozione approvata, costituirsi nel procedimento e ampliare le misure cautelari”, ha chiesto Gutiérrez, sottolineando l’importanza di sostenere non solo la famiglia Roger Pérez, ma anche di difendere e preservare il patrimonio etnografico dell’isola. “Non possiamo voltare le spalle a un patrimonio così strettamente legato alle radici della costa di Fuerteventura. Non si tratta soltanto della situazione di un singolo edificio, ma di stabilire che cosa il Consiglio insulare possa e debba fare quando un insediamento costiero presenta valori culturali e identitari di primaria importanza”.
Gutiérrez ha inoltre ricordato che la stessa Direzione generale delle Coste e della Gestione dello spazio marittimo delle Canarie ha avvertito che la demolizione costituisce un intervento irreversibile. Per questo è indispensabile coordinare l’azione delle diverse amministrazioni pubbliche e fermare una procedura che provoca un enorme logoramento emotivo alle persone coinvolte e una perdita irreparabile per l’intera cittadinanza. “La vicenda di Cueva de la Negra dimostra l’immensa sofferenza della famiglia Roger, che dobbiamo sostenere garantendo che non si intervenga più unilateralmente per apporre i sigilli o murare la casa”, ha affermato.
La mozione istituzionale prevede, tra i suoi punti, l’ampliamento delle misure cautelari contenute nella Risoluzione 6039/2026 per garantire la conservazione dell’ultimo edificio ancora in piedi a Cueva de la Negra. Include inoltre la redazione di un Catalogo e Inventario insulare degli insediamenti costieri tradizionali e uno studio per proteggere luoghi di particolare valore etnografico e di ricerca, come i concheros, accumuli di conchiglie sul litorale.
Fonte: La Voz de Fuerteventura