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Il PP chiede allo Stato più risorse e organici per la Polizia Nazionale su tutte le isole

Il PP chiede allo Stato più risorse e organici per la Polizia Nazionale su tutte le isole.

Redacción
Il PP chiede allo Stato più risorse e organici per la Polizia Nazionale su tutte le isole

Il Gruppo Popolare è riuscito a far approvare dalla Commissione mista sull’insularità una mozione per rafforzare le risorse, le infrastrutture e gli organici della Polizia Nazionale nelle Canarie, nonostante il voto contrario del Gruppo Socialista.

Durante il dibattito, il deputato del PP Juan Antonio Rojas ha sostenuto che le Canarie hanno bisogno di “una Polizia Nazionale con risorse, infrastrutture e organici adeguati alle reali esigenze delle isole”. Ha inoltre chiesto allo Stato misure specifiche per compensare le difficoltà che l’insularità comporta nell’erogazione dei servizi pubblici.

La mozione prevede quattro interventi concreti. Il primo è l’attivazione dell’Unità cinofila prevista per la provincia di Santa Cruz de Tenerife, con il personale e le risorse necessari per consentirle di operare in condizioni adeguate.

Il secondo chiede un servizio permanente per i documenti e le pratiche di immigrazione a El Hierro e La Gomera, affinché i residenti non debbano recarsi su altre isole per sbrigare determinate pratiche. Rojas ha ricordato che il Senato aveva già affrontato la questione il 24 febbraio scorso, approvando all’unanimità un accordo per migliorare i servizi di documentazione della Polizia Nazionale a El Hierro e istituire un’unità permanente. “Non sappiamo ancora quali iniziative abbia intrapreso il Governo per dare attuazione a quell’accordo”, ha dichiarato.

La terza misura propone un piano di riqualificazione e adeguamento delle sedi di polizia che presentano le carenze più gravi. La mozione si concentra sulle strutture di La Laguna, Puerto de la Cruz-Los Realejos, Santa Cruz de Tenerife, Santa Cruz de La Palma, Las Palmas de Gran Canaria, Lanzarote e Fuerteventura.

La quarta chiede misure per migliorare la copertura e la stabilità degli organici, insieme a una revisione degli incentivi economici e professionali legati all’insularità e alle sedi di difficile copertura. “Nelle Canarie è più difficile coprire e rendere stabili determinati posti a causa dell’insularità e, soprattutto, della doppia insularità”, ha affermato Rojas, secondo cui lo Stato deve disporre di organici “adeguatamente dimensionati e stabili”.

Nel corso del dibattito, Rojas ha invitato il Gruppo Socialista a chiarire la propria posizione, chiedendo ai suoi componenti “quale di questi quattro punti, secondo loro, non sia necessario nelle Canarie”. “Ritengono che a Santa Cruz de Tenerife non serva un’Unità cinofila? Che i cittadini di El Hierro e La Gomera debbano continuare a spostarsi per sbrigare determinate pratiche? Che le sedi di polizia con carenze non abbiano bisogno di interventi? O che non dobbiamo adottare misure per migliorare la copertura e la stabilità degli organici?”, ha domandato. Per il deputato popolare, “è questo, e non altro, ciò su cui stiamo votando”.

Il parlamentare ha sottolineato anche il contrasto tra l’accordo unanime raggiunto dal Senato a febbraio e il voto contrario del PSOE alla mozione discussa ora dalla Commissione mista sull’insularità. “Sarebbe ragionevole spiegare che cosa sia cambiato da febbraio”, ha affermato. “Perché i problemi non sono scomparsi. Le esigenze restano. E le Canarie continuano ad affrontare le stesse difficoltà legate all’insularità”.

Rojas ha sostenuto che la sicurezza richiede pianificazione, risorse e capacità di risposta, e ha osservato che le circostanze recenti hanno reso evidente la necessità di disporre di personale sufficiente e di poter rafforzare gli organici quando serve.

“Non chiediamo di aspettare che nelle Canarie si verifichi una situazione straordinaria. Chiediamo di pianificare prima: correggere le carenze delle nostre sedi, disporre delle unità necessarie e avere organici adeguatamente dimensionati e stabili”, ha dichiarato.

A suo avviso, l’iniziativa approvata significa anche “comprendere l’insularità” e garantire a tutti i cittadini l’accesso ai servizi pubblici dello Stato, qualunque sia l’isola in cui vivono.

“Vivere su un’isola non può significare avere servizi pubblici dello Stato peggiori. I cittadini non hanno bisogno che continuiamo a diagnosticare questi problemi. Hanno bisogno che vengano risolti”, ha concluso il deputato.

Fonte: La Voz de Fuerteventura