Il PSOE chiede che i 7,1 milioni recuperati per gli affondamenti causati dalla tempesta Emma siano reinvestiti nel litorale di Tuineje e nel miglioramento del porto di Gran Tarajal
Il deputato socialista Manuel Hernández Cerezo chiede al Governo delle Canarie e a Puertos Canarios un piano straordinario di investimenti che compensi il municipio per i danni subiti a partire dalla tempesta Emma. I socialisti denunciano che, a più di tre anni dalla presentazione del progetto di ampliamento e ristrutturazione del porto, l’esecutivo regionale non ha ancora definito tempi, budget né progressi amministrativi. “Gran Tarajal ha sopportato per anni le conseguenze del disastro e ora deve essere la principale beneficiaria delle risorse recuperate”, ritiene il parlamentare.
Il vicesegretario generale del PSOE di Fuerteventura e deputato al Parlamento delle Canarie, Manuel Hernández Cerezo, ha chiesto al Governo regionale e all’ente pubblico Puertos Canarios che i 7,1 milioni di euro che la società consignataria deve versare per l’affondamento di diverse imbarcazioni nel porto di Gran Tarajal siano reinvestiti nel miglioramento dello scalo e del litorale del municipio di Tuineje.
La proposta nasce dalla recente sentenza del Tribunale superiore di giustizia delle Canarie, che ha dato ragione a Puertos Canarios nella richiesta di rimborso delle spese sostenute per la rimozione delle imbarcazioni, il contenimento degli sversamenti inquinanti e la riparazione dei danni alle infrastrutture portuali dopo il passaggio della tempesta Emma, il 28 febbraio 2018.
Hernández Cerezo ritiene che, una volta riscosso l’importo riconosciuto, l’esecutivo regionale debba assumere un impegno politico chiaro nei confronti di Gran Tarajal. “Non sarebbe comprensibile che risorse recuperate a seguito di un disastro avvenuto in questo porto finissero disperse nel bilancio generale di Puertos Canarios o fossero destinate a interventi in altre zone dell’arcipelago”, ha dichiarato.
“Gran Tarajal ha subito l’impatto ambientale, economico e sociale di quegli affondamenti. Per anni i suoi abitanti hanno convissuto con le conseguenze e l’attività portuale è stata gravemente compromessa. Per una questione di giustizia, il recupero di questi fondi deve tradursi in un investimento straordinario nel luogo in cui si è verificato il danno”, ha affermato il deputato socialista.
Il rappresentante del PSOE propone che il Governo delle Canarie, Puertos Canarios e il Comune di Tuineje concordino un piano specifico, con la partecipazione dei residenti e dei settori economici interessati, che definisca gli interventi prioritari e garantisca trasparenza e tracciabilità nell’impiego delle risorse.
Il segretario locale del PSOE di Tuineje, Miguel Andújar, ha spiegato che il gruppo socialista di Tuineje ha trasmesso questa richiesta a Hernández Cerezo affinché la sostenesse in Parlamento.
“Come gruppo socialista di Tuineje abbiamo segnalato al compagno Manuel Hernández la necessità di portare questa richiesta in Parlamento. Gran Tarajal ha subito le conseguenze della tempesta Emma e riteniamo giusto che le risorse recuperate per quei danni tornino al nostro municipio. Ora spetta al Governo delle Canarie fare un passo avanti e trasformare questo risarcimento in investimenti e miglioramenti per Gran Tarajal e il nostro litorale”, ha dichiarato Andújar.
Tra gli ambiti da affrontare figurano l’ampliamento e la modernizzazione del porto di Gran Tarajal, la sua integrazione con il centro abitato, il recupero delle aree degradate, il miglioramento dell’accessibilità nei lungomare e nelle zone balneari, il risanamento e la tutela ambientale del fronte costiero, oltre a interventi nelle località litoranee di Tarajalejo, Giniginamar e Las Playitas.
Oltre tre anni senza progressi concreti sull’ampliamento
Hernández Cerezo ha denunciato inoltre la mancanza di passi concreti da parte dell’attuale Governo delle Canarie per promuovere l’ampliamento e la ristrutturazione del porto. Il progetto è stato presentato al Comune di Tuineje nel marzo 2023, ma, a più di tre anni di distanza, l’esecutivo regionale e Puertos Canarios “continuano a non fornire un calendario definito per l’iter e l’esecuzione, a non stanziare finanziamenti sufficienti e a non spiegare pubblicamente quali progressi amministrativi siano stati compiuti”.
“Il progetto per il porto è sul tavolo, ma il Governo delle Canarie non ha indicato date, budget né un percorso che permetta di realizzarlo. Gran Tarajal non ha bisogno di altri annunci o studi destinati a finire in un cassetto: servono decisioni, finanziamenti e lavori”, ha dichiarato.
Il deputato ha ricordato che l’intervento previsto permetterebbe di migliorare la protezione, la sicurezza e le condizioni di ormeggio, ampliare la capacità operativa dello scalo e rafforzarne il potenziale commerciale, peschereccio e sportivo. “Parliamo di un’infrastruttura strategica per Tuineje e per tutto il sud di Fuerteventura. Tenerla ferma significa rinunciare a opportunità di diversificazione economica, creazione di posti di lavoro e miglioramento dei collegamenti marittimi”, ha aggiunto.
Secondo il PSOE, i fondi recuperati per i danni causati dalla tempesta Emma dovrebbero anche servire da punto di partenza per sbloccare l’intervento, senza esonerare il Governo regionale dal fornire le risorse ordinarie necessarie a realizzare il progetto per intero.
Hernández Cerezo ha sottolineato che la proposta socialista non intende sostituire gli investimenti già spettanti al municipio. “Non parliamo di usare questo risarcimento per coprire obblighi ancora inevasi delle amministrazioni. Parliamo di aggiungere un investimento straordinario, pari all’importo recuperato, che permetta di riparare i danni subiti, saldare un debito storico e aprire una nuova fase per il litorale di Tuineje”, ha spiegato.
“Il denaro deriva dai danni subiti a Gran Tarajal e deve tornare a Gran Tarajal e al suo litorale. È una questione di giustizia, responsabilità istituzionale e rispetto per una comunità che ha già pagato un prezzo troppo alto per decisioni che non ha preso. E il risarcimento deve essere accompagnato da un impegno concreto, affinché l’ampliamento del porto smetta di essere una promessa e diventi finalmente un’opera con un budget e un calendario”, ha concluso Hernández Cerezo.
Fonte: La Voz de Fuerteventura