Il Terrero di Tetir gremito per i 50 anni di Asamblea Majorera e l’omaggio a chi ne ha segnato la storia
Il Terrero de Lucha di Tetir si è riempito sabato per celebrare il 50° anniversario di Asamblea Majorera, in un evento segnato dal riconoscimento dei suoi storici dirigenti e militanti, dalla difesa del territorio e dalla rivendicazione del ruolo svolto dal nazionalismo majorero nella trasformazione di Fuerteventura. Una celebrazione che, con il motto “La voce che ha cambiato Fuerteventura”, è servita anche a guardare al futuro, con l’obiettivo di recuperare la rappresentanza dell’isola al Senato e rafforzare l’unità delle forze politiche legate alle Canarie.
Cinquant’anni fa nasceva Asamblea Majorera, grazie a uomini e donne che unirono le forze per “l’amore per la terra e la penosa situazione che viveva Fuerteventura”. Sono le parole di Miguel Cabrera, il primo senatore di Fuerteventura. È stato il primo degli esponenti storici a parlare ieri, durante l’evento di massa tenutosi al Terrero di Tetir, con circa 3.000 partecipanti secondo le stime degli organizzatori.
Elsa Quesada ha condotto l’evento e introdotto figure “storiche” note, come Concha Fleitas, esponente del nord dell’isola e parte della prima lista elettorale a La Oliva nel 1979. Ha ricordato soprattutto il grande entusiasmo per cambiare e migliorare le cose. Oggi alla guida di Raíz del Pueblo, Fleitas ha colto l’occasione anche per sottolineare che l’agricoltura, l’allevamento e la pesca presenti sul territorio “dovrebbero garantire il sostentamento di tutti gli abitanti”. Ha chiesto inoltre ai dirigenti di ascoltare di più, affinché le persone partecipino davvero a tutte le decisioni.
Da Betancuria, P. Brito ha sottolineato che AM è sempre stata al fianco del settore dell’allevamento e ha difeso il mondo rurale. Margarita González, originaria di La Lajita, è stata consigliera comunale a Pájara e ha ricordato “il grande entusiasmo nel difendere Fuerteventura e nel fare in modo che Pájara si sviluppasse”. “Non percepivamo neppure uno stipendio”, ha affermato: il Comune non aveva grandi risorse.
Carmen Martín, di Tuineje, ha parlato dell’entusiasmo di lavorare per una società più giusta. “Fin dall’inizio abbiamo dovuto lottare”, ha sottolineato, “ma siamo riusciti a siglare il primo patto per il progresso”. Fare campagna elettorale era una felicità immensa, ha assicurato. Ha incoraggiato gli attuali militanti di Asamblea e i più giovani a continuare a lottare e si è congratulata con Lola García per questa legislatura: “Ha ottenuto un po’ di più dal Consiglio insulare, ormai si va oltre Antigua verso sud”. Ha rivolto parole anche a Cristina Valido, deputata nazionale.
Tomás Chocho ha parlato della difesa del territorio e ha ricordato che “le dune di Corralejo esistono grazie alla lotta di Asamblea Majorera. Sono il nucleo da cui sono nati l’attuale Parco naturale e Isla de Lobos”. Abbiamo ricevuto molte minacce, ha ricordato. Una situazione simile ha riguardato il Saladar de Jandía, area protetta di interesse scientifico. Ha fatto riferimento anche all’opposizione all’installazione del campo di tiro di Pájara. “Non smettete di lottare”, ha esortato, invitando a fare in modo che quell’area venga restituita all’agricoltura.
Testimonianze intense e vivaci si sono intrecciate nel terrero, dove la musica è stata molto presente, così come la scenografia curata da Israel Reyes. Althay Páez e Gara Alemán hanno strappato gli applausi del pubblico in un evento emozionante, ma anche ricco di messaggi politici.
I partecipanti hanno tributato una standing ovation a Lola García, prima presidente del Consiglio insulare di Fuerteventura, che ha sottolineato il rispetto, l’impegno, il sacrificio e l’onestà degli uomini e delle donne che l’hanno preceduta nel lavoro per Fuerteventura. “Ed è quello che stiamo facendo”, ha dichiarato, riferendosi all’attività delle istituzioni che governano l’isola, ma anche al presidente del Governo delle Canarie, Fernando Clavijo, e alla deputata Cristina Valido, per “togliere la centrale di El Charco e trasferirla dove prevede il Piano generale di Puerto del Rosario”. Ha inoltre evidenziato il ruolo di Nuria Cabrera, il suo braccio destro, nel recuperare la voce di Fuerteventura al Senato.
Dopo il suo intervento, i membri di Más Ruines que Caín hanno rievocato le battaglie di Tamasite e Cuchillete, tornando indietro nella storia per celebrare la vittoria dei majoreri, armati di bastoni, contro i corsari. Asamblea Majorera ha rivendicato quello spirito coraggioso, che non si piega.
Teodoro Sosa, candidato alla Camera per Primero Canarias–Coalición Canaria, ha invocato la riunificazione delle forze nazionaliste dopo due decenni di divisioni.
“Sono a casa mia”, ha detto, ricordando i suoi legami con Asamblea Majorera e difendendo l’accordo raggiunto tra le diverse formazioni. “A Madrid non si fregheranno più le mani”, ha affermato.
Anche la deputata Cristina Valido ha rivendicato lo spirito di Asamblea Majorera e la necessità di mantenere una voce autonoma nelle istituzioni statali per difendere gli interessi delle Canarie.
Il candidato alla Camera, Juanjo Rodríguez, ha sottolineato l’enorme responsabilità di rappresentare il partito a Madrid: “Ma dobbiamo solo continuare a seguire il sentierino che ci hanno indicato cinquant’anni fa, con lo stesso coraggio e amore per Fuerteventura”.
La candidata al Senato per Fuerteventura, Nuria Cabrera, si è detta determinata a seguire il percorso di Miguel Cabrera e Claudina Morales, perché Fuerteventura ha una voce, un’identità e il diritto di decidere del proprio futuro, ha ribadito. Ha fatto appello all’unità e allo spirito assembleare, sottolineando che “quando Asamblea Majorera si unisce, Fuerteventura progredisce”.
Dopo il suo intervento, Olga Cerpa e Luis Morera sono saliti sul palco. Mentre suonavano, le immagini di Fuerteventura venivano proiettate sul terreno del terrero e sul grande schermo che lo sovrastava.
È intervenuto anche il presidente del Governo delle Canarie, Fernando Clavijo, che ha evidenziato il ruolo di Lola García alla guida del Consiglio insulare e il fatto di “averlo risollevato dopo le condizioni in cui si trovava”.
Mario Cabrera ha concluso sottolineando i progressi compiuti da Fuerteventura in questi cinquant’anni, durante i quali l’isola “ha fatto un salto nel tempo”. Con il pubblico completamente coinvolto, il segretario generale di Asamblea Majorera ha ottenuto l’impegno a riportare in strada la carovana elettorale.
Dopo l’esibizione di Olga Cerpa e Mestisay, a cui si sono uniti Gara e Althay, contribuendo a riscaldare l’entusiasmo del pubblico, una grande bandiera con otto stelle verdi è stata dispiegata, suggellando con emozione l’evento.
Fonte: La Voz de Fuerteventura