È morto Juambi Cabrera, una vita dedicata all’istruzione, alla solidarietà e alla difesa dei diritti umani
Il professore e attivista di Fuerteventura, molto legato a Sahara Fuerte e alla solidarietà con la Palestina, è stato per decenni una voce impegnata nelle cause sociali dentro e fuori dall’isola. Sempre critico e pronto a battersi contro le ingiustizie, questo difensore dei diritti umani non è riuscito a superare la sua ultima battaglia. La diagnosi di cancro, ricevuta a maggio, ha avuto un esito fatale questa mattina all’Hospital General de Fuerteventura, dove era ricoverato da diversi giorni. Una perdita molto sentita da tutta la squadra de La Voz de Fuerteventura.
Fuerteventura saluta Juan Valentín Cabrera Rodríguez, Juambi Cabrera (come piaceva a lui essere chiamato), professore, attivista e una delle voci più assidue dell’isola nella difesa del popolo saharawi, della Palestina, dei diritti umani e della solidarietà tra i popoli. Si è impegnato anche nell’azione di quartiere e nella tutela della cultura.
La sua scomparsa lascia un vuoto profondo tra quanti hanno condiviso con lui anni di insegnamento, attivismo sociale, cultura e partecipazione civica.
Nato a La Matilla nel 1960, Juambi trascorse i primi quindici anni della sua vita a El Aaiún. Dopo la Marcia Verde e l’occupazione del Sahara Occidentale, tornò a Fuerteventura, dove concluse gli studi superiori prima di frequentare Magistero a Las Palmas.
L’istruzione divenne una parte essenziale della sua vita. Per decenni insegnò e considerò le aule non solo un luogo in cui trasmettere conoscenze, ma anche uno spazio per formare persone capaci di pensiero critico, consapevolezza sociale e rispetto per gli altri.
Alla vocazione per l’insegnamento si affiancò un impegno costante per la solidarietà.
Juambi Cabrera era profondamente legato a Sahara Fuerte e per anni è stato una delle figure più riconoscibili a Fuerteventura nella difesa dei diritti del popolo saharawi. Il suo legame personale con il Sahara e la conoscenza di quel territorio hanno accompagnato una rivendicazione portata avanti praticamente per tutta la vita. Anche quest’estate ha coordinato, come ogni anno, la presenza sull’isola di bambini e bambine saharawi nell’ambito del programma Vacaciones en Paz.
Ha fatto propria anche la causa del popolo palestinese. Ha partecipato a manifestazioni, iniziative pubbliche e numerosi interventi sui media, denunciando le violazioni dei diritti umani e chiedendo una risposta della comunità internazionale.
Era sempre presente ai presidi organizzati abitualmente da Entre Mares quando migranti muoiono in mare: un sostegno costante e solido, molto apprezzato dalle diverse organizzazioni che si occupano di diritti umani.
Una voce assidua su La Voz de Fuerteventura
Juambi Cabrera ha partecipato più volte alle tavole rotonde e alle interviste de La Voz de Fuerteventura, su Radio Insular.
Una delle sue ultime grandi preoccupazioni riguardava proprio l’incapacità degli organismi internazionali di intervenire nei conflitti del Sahara e della Palestina.
“Viviamo in un periodo storico in cui gli organismi sovranazionali, che dovrebbero imporre l’ordine nel mondo, hanno perso molta credibilità e anche efficacia”, avvertiva.
La sua visione di entrambi i conflitti partiva da un principio comune: difendere i diritti umani al di sopra degli interessi politici, economici o geopolitici.
È stato particolarmente critico anche di fronte alle sofferenze della popolazione palestinese. In un altro intervento pubblico ha riassunto la sua posizione con una frase incisiva: “Se non agiamo, siamo complici”.
Ma l’impegno di Juambi andava ben oltre le grandi cause internazionali.
Era profondamente legato a Fuerteventura, a Tetir e alla difesa della cultura tradizionale e dell’identità canaria.
Per decenni ha fatto parte dell’Agrupación Folclórica de Tetir e ha svolto un’intensa attività nella comunità attraverso l’associazione di quartiere. Ha inoltre collaborato a progetti di cooperazione allo sviluppo in paesi africani come il Gambia e la Mauritania.
Professore, attivista, difensore della cultura di Fuerteventura e, soprattutto, una persona profondamente impegnata al fianco degli altri.
Juambi Cabrera lascia un percorso costruito sull’istruzione e la solidarietà e un modo di intendere la vita che non gli ha mai permesso di restare indifferente di fronte all’ingiustizia.
Oggi Fuerteventura perde una di quelle voci che si sono sempre schierate dalla parte di chi aveva bisogno di essere ascoltato.
Oggi Fuerteventura piange Juambi Cabrera.
Fonte: La Voz de Fuerteventura