ASOFUER respinge la tassa turistica di La Oliva: “Un’imposta non diventa una tassa solo cambiandole nome”
L’associazione degli imprenditori turistici di Fuerteventura ricorda l’annullamento giudiziario della tassa di Mogán, mette in dubbio la legittimità del nuovo prelievo e annuncia che difenderà la propria posizione nelle sedi amministrative e giudiziarie necessarie.
L’Associazione degli imprenditori turistici di Fuerteventura (ASOFUER) esprime la propria ferma opposizione all’approvazione iniziale, da parte del Comune di La Oliva, di un’ordinanza fiscale che intende istituire una cosiddetta tassa turistica di 0,56 euro per persona e per notte di soggiorno nel comune.
Il presidente di ASOFUER, Antonio Hormiga, ricorda che la posizione dell’associazione non è nuova. “Ci siamo espressi pubblicamente e in diverse occasioni e riunioni istituzionali sui seri dubbi di legittimità che questo tipo di prelievo comunale solleva”. Per questo, lamenta che si continui a portare avanti un’iniziativa la cui compatibilità giuridica è stata messa in discussione e “per la quale esiste già un importante precedente giudiziario nelle Canarie”, sottolinea.
Per ASOFUER, il dibattito non riguarda la necessità che il turismo contribuisca economicamente alla manutenzione e al miglioramento della destinazione: su questo punto l’associazione non ha dubbi. “Il turismo deve certamente contribuire”, sottolinea.
La questione, osserva, è piuttosto come venga organizzato questo contributo, con quali garanzie giuridiche, per quale finalità concreta e con quale ritorno effettivo per il territorio e i suoi residenti.
Il precedente di Mogán: un avvertimento giudiziario da non ignorare
ASOFUER ricorda che lo scorso luglio è stata resa pubblica la sentenza del Tribunale superiore di giustizia delle Canarie (TSJC), datata 28 maggio 2026, che ha dichiarato la nullità assoluta dell’ordinanza che disciplinava la tassa turistica di Mogán, a Gran Canaria, accogliendo il ricorso presentato dalla Federazione degli imprenditori alberghieri e turistici di Las Palmas (FEHT).
Il tribunale ha ritenuto che l’ordinanza non precisasse in modo sufficiente i servizi e le attività che giustificavano il tributo, ne ha messo in dubbio la conformità al principio di equivalenza e ha segnalato lo snaturamento della figura giuridica della tassa al fine di ottenere finanziamenti comunali.
Sebbene il Comune di Mogán abbia annunciato l’intenzione di impugnare la sentenza, “la pronuncia costituisce un precedente di indubbia rilevanza”, sostiene Hormiga.
Per ASOFUER è difficile comprendere perché, alla luce di questi precedenti, il Comune di La Oliva insista su una formula di natura analoga invece di avviare un dialogo per valutare alternative giuridicamente più solide.
Una tassa non è un’imposta, per quanto si cerchi di chiamarla in un altro modo
La distinzione non è una questione di interpretazione politica né di terminologia. È una differenza giuridica fondamentale, sancita dalla Legge generale tributaria e dalla Legge che disciplina le finanze locali.
Nel corso di diversi seminari tecnici e incontri sulla fiscalità turistica, ai quali hanno partecipato specialisti universitari e professori ordinari, è stata spiegata proprio la differenza tra le due figure.
Un’imposta colpisce una manifestazione di capacità economica senza richiedere una controprestazione individualizzata. Una tassa comunale, invece, deve rientrare nei casi previsti dalla legge, come l’erogazione di determinati servizi pubblici o lo svolgimento di attività che avvantaggiano o riguardano in modo particolare le persone tenute a pagarla. Il suo importo deve inoltre rispettare le norme di legge sulla determinazione del valore e sulla copertura dei costi.
La legislazione stabilisce limiti precisi alle tasse comunali. L’articolo 21 del testo unico della Legge che disciplina le finanze locali, per esempio, vieta di imporre tasse per la pulizia delle strade pubbliche, la vigilanza pubblica in generale o la protezione civile. Per questo ASOFUER ritiene indispensabile esaminare con rigore la giustificazione dei servizi inclusi nell’ordinanza di La Oliva, il loro rapporto individualizzabile con i soggetti tenuti al pagamento, lo studio economico alla base dell’importo e la copertura giuridica delle esenzioni previste.
“Non basta collegare genericamente il turismo alle spese comunali né chiamare tassa un pagamento per il pernottamento per modificarne la natura giuridica”, insiste il presidente dell’associazione degli imprenditori di Fuerteventura.
ASOFUER non mette in discussione le esigenze di finanziamento dei comuni turistici, che conosce e sostiene. A essere respinto è “il fatto che tali esigenze possano giustificare qualsiasi strumento di riscossione al di fuori dei limiti di legge”.
ASOFUER sostiene il contributo del turismo, “ma con obiettivi concreti e risultati verificabili”
In alternativa a un prelievo generalizzato sui pernottamenti, ASOFUER sostiene da tempo una soluzione più coerente con la sostenibilità e con le reali esigenze della destinazione: istituire, laddove la legge lo consenta, tasse, tariffe pubbliche o altri strumenti adeguati, legati all’uso di determinate strutture e servizi, nonché alle visite organizzate e alla gestione di luoghi di interesse turistico.
In quest’ottica, ritiene del tutto ragionevole che determinate attività, servizi o modalità di visita contribuiscano economicamente alla loro conservazione, manutenzione, sorveglianza specifica, riqualificazione ambientale e al miglioramento delle infrastrutture.
L’associazione sottolinea inoltre che questi strumenti possono svolgere una duplice funzione: generare risorse economiche e organizzare i flussi di visitatori attraverso limiti di capienza, prenotazioni, monitoraggio delle presenze e misure per ridurre la pressione sugli ambienti più vulnerabili.
L’associazione imprenditoriale evidenzia che il comune di La Oliva dispone di un patrimonio naturale, culturale e paesaggistico straordinario, nonché di luoghi e strutture turistiche “il cui potenziale di gestione e valorizzazione sostenibile merita di essere studiato”.
L’organizzazione imprenditoriale afferma con decisione di non sostenere la privatizzazione degli spazi né l’imposizione indiscriminata di pagamenti per poter fruire del patrimonio naturale. “Quello che proponiamo è creare strumenti di gestione e finanziamento legali, che consentano di conservarlo, migliorarlo e garantirne la fruizione nel lungo periodo”.
ASOFUER indica come riferimento interessante la vicina isola di Lanzarote, con i suoi Centri d’Arte, Cultura e Turismo, che uniscono la gestione di luoghi unici a servizi turistici, tutela del patrimonio e generazione di risorse economiche.
Secondo i risultati relativi all’esercizio 2025, i Centri hanno registrato quasi tre milioni di visite, un volume d’affari di 52,5 milioni di euro e oltre 7,5 milioni di euro di canoni maturati a favore del governo insulare e dei comuni beneficiari; circa 5,6 milioni sono andati ai comuni di Haría, Yaiza e Tinajo.
Pur trattandosi di un modello con caratteristiche e dimensioni proprie, “dimostra che la gestione delle risorse turistiche può generare ritorni economici rilevanti per le amministrazioni e contribuire alla manutenzione, alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio”.
È proprio questa filosofia che ASOFUER ritiene opportuno esaminare e adattare alle possibilità di Fuerteventura e, nello specifico, del comune di La Oliva.
Non si tratta semplicemente di riscuotere di più, ma di gestire meglio. “L’obiettivo deve essere che il visitatore sappia e percepisca a cosa contribuisce, che il territorio riceva un beneficio identificabile e che i residenti constatino miglioramenti concreti”, ribadisce Hormiga.
ASOFUER valuterà le iniziative legali necessarie e rinnova la propria disponibilità al dialogo
In quanto associazione rappresentativa degli imprenditori turistici di Fuerteventura, ASOFUER non resterà inattiva di fronte all’introduzione di misure che considera giuridicamente discutibili e che incidono direttamente sul settore che rappresenta.
Per questo annuncia che esaminerà a fondo il fascicolo comunale e presenterà le osservazioni opportune durante il periodo di pubblicazione.
Se l’ordinanza resterà in vigore in una forma che l’associazione ritiene contraria alla legge, ASOFUER avvierà le azioni amministrative e giudiziarie del caso, affinché siano i tribunali a stabilirne la legittimità, come già avvenuto nel precedente di Mogán.
Questa posizione non significa chiudere la porta al confronto. Al contrario. ASOFUER rinnova la propria disponibilità nei confronti del Comune di La Oliva ad avviare un dialogo e un lavoro congiunto, con la partecipazione delle istituzioni, delle imprese e di esperti tecnici, per individuare formule legali di contribuzione turistica, interventi prioritari e meccanismi trasparenti di finanziamento e monitoraggio dei risultati.
Il turismo è la principale attività economica di Fuerteventura e uno dei motori fondamentali dell’economia e dell’occupazione nel comune di La Oliva. Un settore strategico che genera attività per numerosi comparti e deve far parte delle soluzioni alle sfide presenti e future del territorio.
ASOFUER sostiene quindi un modello turistico competitivo, sostenibile e impegnato nei confronti della società majorera, fondato sulla collaborazione istituzionale, sul rigore tecnico e sul rispetto della legalità.
Fonte: La Voz de Fuerteventura