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Drago Canarias si presenterà alle elezioni generali del prossimo 29 novembre

Sabato 10 ottobre, la Segreteria nazionale di Drago Canarias si è riunita a La Oliva, Fuerteventura, per esaminare la convocazione elettorale del prossimo 29 novembre. Il massimo organo del partito ha deciso di presentarsi con la propria.

Redacción
Drago Canarias si presenterà alle elezioni generali del prossimo 29 novembre

Sabato 10 ottobre, la Segreteria nazionale di Drago Canarias si è riunita a La Oliva, Fuerteventura, per esaminare la convocazione elettorale del prossimo 29 novembre. Il massimo organo del partito ha deciso di presentarsi alle elezioni generali con il proprio simbolo, la propria identità e le proprie convinzioni.

Fin dalla sua fondazione, Drago Canarias si è impegnato a essere trasparente con il popolo canario riguardo alle proprie posizioni e agli eventuali accordi con altre coalizioni, con onestà e umiltà. Per questo, dopo la riunione di sabato, riteniamo imprescindibile condividere con i cittadini la nostra analisi e i motivi che ci hanno portato a decidere di concorrere alle elezioni generali.

La strumentalizzazione dell’anticipo elettorale

Il PSOE governa lo Stato da oltre otto anni: tra il 2018 e il 2019 da solo, con appoggi esterni; tra il 2020 e il 2023 insieme alla coalizione Unidas Podemos; e dal 2023 a oggi con la coalizione plurinazionale Sumar.

In questo periodo, e in particolare tra il 2020 e il 2023, il governo di coalizione ha avuto la maggioranza al Congresso per legiferare in materia di alloggi, ma non lo ha fatto. Ha così lasciato i cittadini dello Stato e delle Canarie senza protezione dagli sfratti e dagli aumenti esponenziali dei prezzi di acquisto e degli affitti delle abitazioni.

Non ha legiferato per limitare o vietare l’acquisto di case a fini speculativi. Non sono state adottate neppure misure fiscali efficaci e dissuasive per i grandi proprietari, che avrebbero potuto migliorare l’accesso delle classi popolari a un diritto fondamentale come quello di avere una casa in cui vivere. Per questo riteniamo che l’anticipo elettorale sia il frutto di una manovra strumentale del PSOE, volta a evitare di continuare a perdere consensi, come indicavano tutti i sondaggi.

Va ricordato, inoltre, che il governo di coalizione PSOE-Sumar —Izquierda Unida, Más Madrid, Comunes e Movimiento Sumar— ha fornito molti altri motivi per dubitare della sua effettiva capacità di governo: tre anni consecutivi senza approvare i Bilanci generali dello Stato, un atteggiamento di sottomissione nei confronti del governo marocchino, evidente con il cambiamento di posizione sul Sahara, l’abbandono del popolo di Ceuta e della popolazione migrante, nonché i ripetuti blocchi in Parlamento dovuti alla mancanza di sostegno degli stessi gruppi che nel 2023 avevano reso possibile l’investitura.

Basti ricordare che il Congresso ha abrogato decreti di grande rilievo, come quello che prevedeva l’aumento delle pensioni; ha lasciato decadere leggi come quella sulla riduzione dell’orario di lavoro e la riforma della legge sull’immigrazione; non è stato in grado di intervenire sulla cosiddetta Ley Mordaza e, dal novembre 2025, uno dei partiti che avevano sostenuto l’investitura, il partito di destra Junts, tiene bloccate tutte le leggi del governo.

Vogliamo evidenziare in particolare un fatto che riguarda direttamente le Canarie: il cambiamento unilaterale di posizione sul Sahara Occidentale nel 2022. Senza consultare il Congresso, i propri alleati né il Governo delle Canarie, il presidente del governo ha abbandonato la posizione storica della Spagna e sostenuto il piano marocchino di autonomia per il Sahara, tradendo il diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi e le risoluzioni delle Nazioni Unite. Una decisione respinta dallo stesso Congresso, che ha lasciato solo il PSOE, e le cui conseguenze ricadono in modo particolare sulle Canarie, per la vicinanza a quel territorio e per la delimitazione delle acque e la gestione dei flussi migratori.

A ciò si aggiunge che, con questo anticipo elettorale, il governo lascia decadere la proposta di legge che avrebbe concesso la cittadinanza spagnola alle persone saharawi nate sotto l’amministrazione spagnola. Il Congresso l’aveva approvata appena un mese fa e la proposta era in attesa del via libera del Senato: un debito storico che resta ancora una volta insoluto.

Dopo questa breve esposizione, è chiaro che l’analisi di Drago Canarias sulla decisione opportunistica del PSOE è fondata: sono molte le leggi decadute che, se approvate, avrebbero alleviato le difficoltà delle classi popolari canarie e tutelato il loro potere d’acquisto.

Drago Canarias è nato per offrire un’alternativa a questo modo di intendere e praticare la politica, contrapponendosi a chi strumentalizza le disgrazie e il dolore di ampi settori della società canaria in funzione dei propri interessi di partito.

La crescita dell’estrema destra

In sintesi, riteniamo che la crescita dell’estrema destra e il suo radicamento tra le classi popolari canarie siano dovuti, da un lato, all’incapacità del governo di coalizione di rispondere a problemi quotidiani come l’accesso alla casa, il caro vita e l’assenza di certezze necessarie per costruire un presente e un futuro con un minimo di dignità.

Dall’altro, sono il risultato della palese mancanza di autocritica dei partiti statali e canari del cosiddetto spazio “alla sinistra del PSOE”, che restano immobili e in silenzio di fronte ai casi di corruzione del PSOE, alla sottomissione al Marocco, agli indici di povertà e di rischio di esclusione sociale o all’imbarbarimento della vita politica, per citare solo alcuni esempi. Questa mancanza di autocritica e di attivismo sociale spinge una parte dei cittadini a cercare nelle posizioni reazionarie una risposta al proprio malessere e a un sistema nel quale non si sente rappresentata.

Per questo, nonostante le critiche e le vessazioni sistematiche subite da parte di emissari politici di Madrid e dei media a loro vicini, Drago Canarias continua a denunciare le ingiustizie e la mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini canari, da qualunque parte provengano.

Lavoriamo in tutti gli spazi e i consessi a cui partecipiamo per costruire un’alternativa sovrana, canaria e progressista.

L’alternativa politica: Drago Canarias

Riteniamo quindi fermamente che una scheda di Drago Canarias il prossimo 29 novembre darà speranza ai cittadini e contribuirà a frenare la crescita dell’estrema destra. Potrà permettere a molte persone che non si sentono rappresentate da queste organizzazioni estremiste di destra e di estrema destra, né dai partiti statali con sede a Madrid, né da chi, pur definendosi nazionalista, si piega a loro o antepone i vantaggi degli imprenditori a quelli della maggioranza sociale, di votare una forza politica canaria pulita e libera, che risponda esclusivamente agli interessi di chi vive nelle Canarie.

Drago Canarias porta avanti un intenso lavoro di attivismo, sensibilizzazione e organizzazione in tutti i territori dell’Arcipelago, attraverso le proprie unità territoriali e i propri portavoce, per ascoltare il tessuto associativo, conoscere direttamente i problemi e proporre cambiamenti.

In definitiva, Drago Canarias è l’unica alternativa affidabile per chiedere una riduzione del turismo, promuovere la diversificazione economica, limitare l’acquisto di abitazioni a fini speculativi, rivendicare la sovranità sulle nostre acque territoriali, assumere e gestire competenze in materia di coste e aeroporti e portare avanti una legge sulla residenza; il tutto in modo trasparente e rendendo conto ai cittadini.

I capilista nei collegi per il Congresso dei Deputati

La lista elettorale nel collegio delle isole occidentali —la provincia di Santa Cruz de Tenerife— sarà guidata da Alberto Rodríguez, consigliere comunale di Aguere —San Cristóbal de La Laguna—, con una vasta esperienza parlamentare al Congresso dei Deputati e vittima di una campagna di lawfare concordata tra forze spagnole di destra e di sinistra.

La lista elettorale nel collegio delle isole orientali —la provincia di Las Palmas— sarà guidata da Héctor Morán, responsabile dell’organizzazione e della confederalità di Drago Canarias, con una vasta esperienza tecnica e politica al Congresso dei Deputati e al Ministero del Lavoro e dell’Economia Sociale.

Entrambi guideranno una proposta che restituirà alle Canarie la voce sottratta dal transfughismo e dalla politica e dalla giustizia spagnole.

Le Canarie, in quanto nazione, non saranno mai più un silenzio imbavagliato.

Fonte: La Voz de Fuerteventura