Nel 2026 non si terrà il Festival internazionale di clown e clownesse Tran Tran
L’Equipo Chanita assicura di averci provato “fino in fondo” e attribuisce la sospensione a “decisioni e circostanze” che “sfuggono al nostro controllo”.
Il Festival internazionale di clown e clownesse Tran Tran non si terrà quest’anno a Gran Tarajal. Lo ha comunicato l’Associazione dei volontari e delle volontarie Equipo Chanita, che assicura di aver lavorato fino all’ultimo momento per cercare di mantenere uno degli appuntamenti culturali più emblematici di Fuerteventura.
“Ci abbiamo provato fino in fondo”, sottolinea il gruppo in un comunicato stampa, spiegando che dietro ogni iniziativa “c’è una squadra che ha dato tutto quello che aveva perché questa festa potesse continuare”.
L’associazione non specifica i motivi che hanno portato alla sospensione, ma indica fattori che non dipendono direttamente dall’organizzazione. “Abbiamo lavorato e ci siamo impegnati moltissimo per cercare di far sì che il Tran Tran potesse andare avanti ancora una volta”, spiegano, aggiungendo di aver messo “tempo, cuore, energia ed entusiasmo in ogni passo”, ma che ci sono “decisioni e circostanze che, questa volta, sfuggono al nostro controllo”.
La cancellazione arriva dopo diversi anni segnati da difficoltà amministrative ed economiche legate al festival, in particolare per i problemi nel riscuotere i compensi per i servizi prestati nelle edizioni precedenti.
Nel luglio di quest’anno, il Tribunale amministrativo n. 4 di Las Palmas de Gran Canaria ha ordinato al Comune di Tuineje il “pagamento immediato” di 131.882,49 euro, relativi a tre fatture ancora insolute della quattordicesima edizione del festival.
La vicenda andava avanti da tempo. Nel novembre 2025, la società Out Now Events AIE aveva comunicato formalmente al Comune di Tuineje e a diversi enti di non aver ancora ricevuto il pagamento delle fatture, quasi un anno dopo la conclusione del contratto, e aveva chiesto il saldo degli importi dovuti.
Anche lo svolgimento del Tran Tran 2025 è rimasto in dubbio praticamente fino all’ultimo momento. Alla fine il festival si è tenuto, seppure in forma più ridotta e grazie al sostegno di un’intera comunità, mobilitata per la propria manifestazione.
Non è un punto finale, ma un arrivederci
La decisione di non organizzare l’edizione 2026 solleva ora interrogativi sul futuro del festival.
L’Equipo Chanita riconosce che la situazione “fa profondamente male”, perché sa “cosa significa il Tran Tran per la nostra gente, per Gran Tarajal, per Fuerteventura e per tutte le persone che, anno dopo anno, aspettano questo incontro di risate, colori, cultura e allegria”.
L’organizzazione insiste tuttavia sul fatto che la sospensione di quest’anno non comporta la scomparsa del festival.
“Il fatto che quest’anno il Tran Tran non si faccia non significa che sia finita”, afferma. “Non è un punto finale. È un arrivederci”.
“L’anno prossimo torneremo più forti, con più entusiasmo e più voglia che mai”, assicurano.
I volontari rivendicano inoltre il carattere collettivo che il festival ha assunto nel corso degli anni. “Il Tran Tran siamo tutti”, sostengono, e invitano chi ha partecipato o ha preso parte all’incontro a manifestare pubblicamente il proprio sostegno.
“Tira fuori la tua maglietta del Tran Tran. Indossala con orgoglio. Esci in strada. Falla vedere”, chiedono. L’obiettivo, spiegano, è mostrare “che siamo ancora qui. Che siamo uniti. Che il Tran Tran è vivo”.
“E finché ci sarà qualcuno disposto a indossare quella maglietta e a gridare “VIVA IL TRAN TRAN!”, il Tran Tran continuerà il suo cammino”, conclude il comunicato.
Fonte: La Voz de Fuerteventura