Il PP di La Oliva respinge la tassa turistica “per i dubbi sulla sua legalità e i rischi economici per il Comune”
I popolari votano contro l’approvazione iniziale del regolamento dopo che CC-AM, PSOE e NC hanno respinto la richiesta di sospenderne l’iter, nonostante il parere sfavorevole della Tesoreria. “Non tutto è lecito pur di fare cassa. La Oliva ha bisogno di certezza del diritto”.
Il Partido Popular di La Oliva ha votato contro l’approvazione iniziale del regolamento fiscale che intende introdurre una tassa turistica di 0,56 euro per pernottamento, dopo che il gruppo di governo, composto da Coalición Canaria-Asambleas Municipales (CC-AM), PSOE e Nueva Canarias (NC), ha respinto la richiesta di lasciare la pratica in sospeso.
I popolari ritengono che i dubbi giuridici contenuti in un parere sfavorevole della Tesoreria comunale, insieme ai possibili rischi economici per il Comune, giustificassero l’interruzione dell’iter in attesa di maggiori garanzie legali.
Il portavoce comunale del PP, José Vicente Calero Saavedra, contesta la decisione del governo di portare avanti una misura la cui natura giuridica è stata messa in dubbio dalla stessa Tesoreria del Comune. Il parere inserito nel fascicolo conclude che i soggiorni nelle strutture turistiche non possono essere configurati giuridicamente come una tassa, bensì come un’imposta, un tributo che il Comune non ha la competenza di istituire.
“Non siamo contrari a cercare risorse per migliorare i servizi pubblici né ad affrontare i costi generati dall’attività turistica. Quello che difendiamo è che le decisioni vengano prese con tutte le garanzie legali. Quando la stessa Tesoreria comunale avverte che il Comune non ha la competenza per istituire questo tributo, la cosa responsabile è esaminare queste obiezioni prima di proseguire”, ha dichiarato Calero.
Per il Partido Popular, l’avvertimento non è una questione secondaria né una semplice formalità amministrativa, ma un rilievo giuridico che avrebbe dovuto essere approfondito prima di sottoporre il regolamento all’approvazione iniziale.
Il precedente di Mogán e i possibili costi per le casse comunali
Ai dubbi sollevati dalla Tesoreria si aggiunge la recente sentenza del Tribunale superiore di giustizia delle Canarie (TSJC), che ha dichiarato la nullità di pieno diritto del regolamento sulla tassa turistica di Mogán. La decisione mette in discussione, tra gli altri aspetti, la giustificazione dei servizi alla base del prelievo e il loro rapporto con i relativi costi.
Pur riconoscendo che questa sentenza non determina automaticamente l’illegalità della proposta di La Oliva, il PP ritiene che costituisca un precedente rilevante e imponga la massima prudenza prima di proseguire l’iter.
“Non possiamo ignorare quanto è accaduto a Mogán né agire come se non avesse alcuna importanza. Proprio per questo abbiamo chiesto di lasciare la questione in sospeso e attendere che la sentenza diventi definitiva, così da poter disporre di una valutazione giuridica aggiornata prima di compiere questo passo”, ha spiegato il portavoce dei popolari.
Calero ha lamentato che il gruppo di governo abbia respinto la proposta e scelto di proseguire con l’approvazione iniziale del regolamento, nonostante gli avvertimenti che figurano già nel fascicolo comunale.
Inoltre, i popolari ricordano che la relazione del servizio di controllo finanziario avverte delle conseguenze economiche che il Comune potrebbe dover affrontare qualora il regolamento venisse annullato. Tra queste figurano l’eventuale restituzione delle somme riscosse, il pagamento dei relativi interessi e i costi amministrativi legati alla gestione.
“Non si tratta soltanto di approvare o meno una tassa. Si tratta delle conseguenze che una decisione poi annullata dai tribunali potrebbe avere per il Comune. Se ci sono avvertimenti giuridici ed economici, la cosa ragionevole è esaminarli e chiarire i dubbi prima di impegnare risorse pubbliche”, ha affermato Calero.
Il Partido Popular ribadisce che il voto contrario non significa opporsi alla ricerca di nuove forme di finanziamento per rispondere alle esigenze del municipio, ma contestare il fatto che si proceda all’introduzione di un tributo senza aver prima chiarito le obiezioni giuridiche sollevate.
In questo senso, i popolari ritengono che il governo comunale avrebbe dovuto sfruttare la fase dell’iter per rafforzare le garanzie legali della proposta, evitando che un eventuale ricorso si traduca in nuovi costi per le casse pubbliche.
“La Oliva ha bisogno di risorse, ma anche di certezza del diritto. Non tutto è lecito pur di fare cassa. Governare significa prendere decisioni, ma anche sapere quando fermarsi, esaminare gli avvertimenti dei tecnici e agire responsabilmente. È quello che abbiamo chiesto e, purtroppo, il gruppo di governo ha preferito andare avanti”, ha concluso José Vicente Calero.
Fonte: La Voz de Fuerteventura