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La Corte Suprema rende definitiva la sentenza contro il Comune di Pájara per l’asilo nido di Costa Calma

La Corte Suprema dichiara inammissibile il ricorso per cassazione del Comune e gli impone, “per la terza volta”, il pagamento delle spese processuali. La società proprietaria chiederà ora il rilascio dell’immobile e annuncia una causa per i danni subiti durante quasi vent’anni di “occupazione illegale”.

Pía Peñagarikano
La Corte Suprema rende definitiva la sentenza contro il Comune di Pájara per l’asilo nido di Costa Calma

La Sezione civile ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione presentato dal Comune e ha reso definitiva la sentenza della Corte provinciale di Las Palmas, favorevole alla società proprietaria dell’immobile, El Ombú Canario SL.

La Corte Suprema motiva la decisione con la mancata dimostrazione dell’interesse ai fini del ricorso per cassazione. Come si legge nell’ordinanza, datata 28 ottobre e resa nota venerdì, nessuno dei cinque motivi presentati dai rappresentanti del Comune soddisfa i requisiti di legge necessari perché la Corte Suprema riesamini il caso.

La decisione rileva che il Comune intendeva contestare la valutazione delle prove effettuata dai tribunali precedenti e ricorda che il ricorso per cassazione non costituisce un terzo grado di giudizio per riesaminare i fatti.

Ancora una volta in tribunale senza dimostrare la titolarità

La sentenza della Corte provinciale aveva concluso che il Comune non aveva dimostrato di disporre di un titolo che legittimasse l’occupazione dell’edificio.

A questo proposito, l’ordinanza ricostruisce i precedenti relativi alla proprietà e le operazioni urbanistiche che hanno determinato la situazione attuale.

In particolare, rileva che con atto notarile dell’11 giugno 1998 il promotore cedette al Comune il poligono D-5, ma non il C-8, da cui proviene il terreno sul quale sorge l’immobile oggetto della procedura di sfratto.

La Corte Suprema ricorda inoltre che l’attuale proprietaria ha acquistato l’edificio tramite asta stragiudiziale, dopo che l’immobile era passato per diverse mani, e ha successivamente iscritto il proprio diritto di proprietà nel Registro.

Un altro aspetto sottolineato nella decisione è che lo stesso Comune aveva compiuto atti che i tribunali hanno interpretato come riconoscimento della proprietà privata. Tra questi figura la richiesta alla precedente proprietaria, CHM, del pagamento dell’Imposta sui beni immobili (IBI) dal 2003, nonché il pignoramento del terreno per i debiti della società.

Inoltre, il Comune si è costituito come creditore nella procedura concorsuale di CHM e non ha contestato l’inserimento tra i beni da liquidare dell’edificio destinato ad asilo nido, poi acquistato da El Ombú Canario SL.

La proprietaria chiederà il rilascio e il risarcimento dei danni

Dopo la decisione della Corte Suprema, la società proprietaria annuncia nuove iniziative giudiziarie per recuperare l’immobile e reclamare le somme che ritiene ancora dovute.

Come ha riferito a La Voz de Fuerteventura uno dei suoi responsabili, il prossimo passo sarà chiedere al tribunale l’esecuzione del rilascio dell’immobile. In seguito, la società intende presentare una causa per i danni che sostiene di aver subito durante gli anni del contenzioso, quasi vent’anni.

Secondo la società, la richiesta comprenderebbe anche questioni relative all’IBI e ai relativi interessi.

La proprietaria, la cui titolarità è stata riconosciuta, sottolinea che il Comune di Pájara è stato condannato al pagamento delle spese processuali in tre occasioni e sostiene di non averne ancora versata nessuna; annuncia quindi che ne chiederà il pagamento.

Le nuove iniziative dovranno essere trattate in sede giudiziaria e, nel caso della richiesta di risarcimento dei danni, l’entità economica dovrà essere determinata nel procedimento corrispondente, che, secondo le previsioni, sarà lungo.

Fonte: La Voz de Fuerteventura