Vanesa Frahija (CCOO): “Le Canarie crescono più della media europea, ma continuano ad avere i salari più bassi della Spagna”
La segretaria generale di CCOO Canarias, Vanesa Frahija, ha invitato a “fermare le isole” il prossimo 11 novembre con uno sciopero generale per chiedere soluzioni alla crisi abitativa, salari dignitosi e maggiore protezione sociale. La mobilitazione, promossa da CCOO, UGT e dal Sindicato de Inquilinas, raccoglie adesioni nelle isole da parte di altri sindacati, tra cui Intersindical Canaria e CGT, anche se Frahija insiste sulla necessità di superare le sigle e coinvolgere l’intera classe lavoratrice. “Non è il momento di mettere etichette”, avverte, guardando a una giornata che prevede anche una manifestazione a Fuerteventura, in programma alle 17:30 del giorno dello sciopero.
La segretaria generale di Comisiones Obreras nelle Canarie, Vanesa Frahija, ha sostenuto lunedì, in un’intervista a La Voz de Fuerteventura, la necessità di uno sciopero generale che fermi l’attività economica dell’Arcipelago il prossimo 11 novembre.
La dirigente sindacale ritiene ingiustificabile che le Canarie continuino ad avere i salari più bassi della Spagna, pur registrando una crescita economica superiore alla media europea.
“Non si può accettare che continuiamo ad avere i salari più bassi della Spagna”, sottolinea Frahija, nonostante gli aumenti salariali ottenuti negli ultimi anni, che, insiste, non bastano a compensare il rincaro delle abitazioni e del carrello della spesa. Vanesa
La casa è uno dei principali motivi alla base della mobilitazione. Come denuncia Frahija, “tra il 70 e il 90% del nostro stipendio finisce per essere destinato al pagamento degli affitti”: una situazione che riguarda sia i giovani sia i lavoratori di altre fasce d’età.
Su questo tema, Frahija rivolge gran parte delle sue critiche al Governo delle Canarie, rimproverandogli di non aver applicato gli strumenti previsti dalla legislazione statale in materia di abitazione, in particolare la dichiarazione delle zone a mercato immobiliare teso.
Contesta inoltre che l’esecutivo autonomo chieda finanziamenti per costruire abitazioni senza, a suo giudizio, adottare misure sufficienti per intervenire sul mercato degli affitti.
La rappresentante sindacale ricorda che lo stesso Governo ha parlato di circa 211.000 abitazioni vuote nelle Canarie e chiede quali iniziative siano state intraprese per stabilire quali siano abitabili e possano essere immesse sul mercato residenziale.
CCOO chiede di ampliare il parco di edilizia pubblica e garantire affitti accessibili. Difende inoltre la certezza del diritto per i piccoli proprietari e respinge la criminalizzazione degli inquilini.
Interpellata nell’intervista sulla gestione delle politiche abitative da parte dell’esecutivo centrale e sulla rapidità con cui i decreti sulla casa sono stati approvati a fine mandato, Frahija ammette che il Governo “ha accelerato” con le sue ultime iniziative.
Evita tuttavia di approfondire le critiche e difende i progressi sociali del Governo di coalizione, in particolare l’aumento del salario minimo interprofessionale e la riforma del lavoro.
CCOO rivendica la propria posizione di sinistra e mette in guardia da possibili passi indietro con PP e Vox
Nel corso dell’intervista si è parlato anche della vicinanza dello sciopero generale alle elezioni del 29 novembre. Frahija nega che la mobilitazione risponda a interessi elettorali e ricorda che il Sindicato de Inquilinas aveva già chiamato alla mobilitazione dopo la bocciatura in Parlamento dei decreti sulla casa, prima che fossero convocate le elezioni.
Ha inoltre ribadito che l’organizzazione è un sindacato sociopolitico, riconosciuto dall’articolo 7 della Costituzione spagnola, “e certo che siamo un sindacato di sinistra e di progresso”, ha affermato, chiarendo che CCOO non intende mantenere una posizione ideologicamente neutrale.
In questo senso, la dirigente sindacale mette in guardia dai passi indietro che, a suo giudizio, comporterebbe un governo del Partido Popular e di Vox, soprattutto per quanto riguarda la contrattazione collettiva, la rappresentanza sindacale e i diritti dei lavoratori. Esprime inoltre preoccupazione per possibili tagli ai servizi pubblici e ai progressi sociali.
Frahija sostiene che entrambi i partiti intendano indebolire la capacità negoziale dei sindacati e favorire rapporti individuali tra aziende e lavoratori.
“Con un governo di destra e di estrema destra avremo esattamente tutto il contrario”, avverte, riferendosi ai progressi sociali e sul lavoro difesi dalla sua organizzazione.
“Fermare le isole” e superare le sigle sindacali
“Bisogna aderire allo sciopero per fermare il Paese e, in questo caso, porteremo l’iniziativa sul nostro territorio: fermeremo le isole”, assicura la segretaria generale.
La dirigente insiste sulla necessità che la mobilitazione vada oltre le sigle sindacali. “Adesso non è il momento di mettere etichette”, sostiene, prima di ricordare che tutti fanno parte della stessa classe lavoratrice, che deve “dire basta”.
L’obiettivo, spiega, è unire gli sforzi, i percorsi e gli orari, così da ottenere la massima partecipazione possibile alle proteste nelle isole.
A questo scopo, ha anticipato che CCOO sta preparando la giornata con visite ai luoghi di lavoro, ai negozi, agli esercizi di ristorazione, ai porti e alle aree industriali. Tra il 3 e il 6 novembre terrà assemblee con i propri rappresentanti sindacali nelle diverse isole.
A Fuerteventura lo sciopero inizierà alle 00:00 dell’11 novembre. Nel corso della giornata ci saranno picchetti informativi; nel pomeriggio è prevista una manifestazione alle 17:30.
La segretaria generale invita a partecipare anche pensionati, giovani e persone che non lavorano, con l’obiettivo di trasformare la protesta in un’ampia mobilitazione civica. “Non abbiate alcun dubbio: migliaia di persone scenderanno in strada, perché non si può continuare a tollerare tutto questo”, assicura Frahija, invitando a mettere da parte le differenze tra le organizzazioni affinché il prossimo 11 novembre siano “una sola voce del popolo in tutte le Canarie”.
Fonte: La Voz de Fuerteventura