Alexis Alonso prevede di approvare a novembre il PGOU che cancella 12.000 posti letto turistici a Pájara
Il Comune di Pájara lavora per portare in seduta plenaria a novembre l’approvazione definitiva della parte strutturale del Piano generale, la più complessa del documento, anche se alcune questioni di pianificazione resteranno da definire nel 2027. Il piano elimina capacità ricettiva turistica prevista equivalente a circa 20 hotel e porta la tutela del territorio dal 63% all’85%. “Saremo un esempio nelle Canarie”, afferma l’assessore all’Urbanistica Alexis Alonso, che indica nella dotazione di servizi la chiave per sbloccare la costruzione di abitazioni.
Pájara si prepara ad approvare la parte strutturale, la più complessa, del suo Piano generale di pianificazione urbanistica. Il responsabile dell’Urbanistica e dei Lavori pubblici e primo vicesindaco, Alexis Alonso, spiega in un’intervista a La Voz de Fuerteventura che i servizi tecnici e legali stanno preparando le relazioni necessarie per convocare la seduta plenaria, con l’obiettivo di sottoporre il documento all’approvazione a novembre.
“La parte strutturale, che è la più complessa, è quella che vogliamo portare subito all’approvazione definitiva”, afferma.
Questo passaggio consentirebbe di definire la parte principale del piano, dopo due anni e mezzo di lavoro con il Governo delle Canarie e il gruppo incaricato della redazione, sottolinea. Resterebbero però alcuni “dettagli” da sistemare, con gli ultimi adeguamenti urbanistici previsti nel 2027.
“In pratica, così il Piano generale sarà approvato; poi bisognerà apportare le modifiche, ma il piano sarà approvato”, insiste.
Addio a una ventina di hotel
Il modello promosso dall’amministrazione del sud dell’isola riduce le prospettive di crescita turistica e destina a uso residenziale terreni previsti per altre attività. “Abbiamo eliminato zone alberghiere e campi da golf per trasformarli in aree residenziali”, afferma.
Vengono così cancellati 12.000 posti letto turistici previsti: secondo i suoi calcoli, ciò eviterà la costruzione di circa 20 hotel nel municipio.
Alonso sottolinea l’eliminazione di 1.300 posti letto in ville turistiche nella parte alta di Canalbión e la soppressione di aree alberghiere e lotti a Esquinzo: “Quelli che restano si trovano praticamente al di sotto della strada”.
Evidenzia inoltre la tutela del tratto tra il Mirador del Salmo e l’hotel H10, a Costa Calma, dove identifica nell’hotel Gorriones l’unica struttura esistente. “Lì non verrà costruito nulla”, ribadisce.
L’assessore aggiunge che anche la crescita ancora prevista a Costa Calma sarà limitata e che, verso La Lajita, restano lotti residenziali e alcuni a destinazione turistica.
“Saremo un esempio nelle Canarie, lo dico con la massima umiltà, perché è ciò che ci chiede la società”, sostiene.
Una scelta a favore delle aree rurali
In questa direzione, il documento amplia gli insediamenti rurali laddove la normativa lo consente. “Avremmo voluto estendere ulteriormente gli insediamenti”, riconosce, con l’obiettivo di permettere ai residenti di continuare a vivere in questi nuclei. L’idea è che “la nostra gente possa continuare a godersi il nostro territorio, le nostre spiagge, ma senza affollamenti”.
Alonso rivendica inoltre che Pájara è stato un municipio pioniere nella regolamentazione degli affitti turistici, attraverso la modifica B del Piano generale, tutelando le abitazioni esistenti e delimitando le aree in cui l’attività può essere avviata e a quali condizioni. Il piano stabilisce parametri per ogni lotto e tipologia di terreno, per garantirne la qualità, spiega.
I servizi condizionano la costruzione di abitazioni
L’approvazione del piano deve essere accompagnata dalle infrastrutture necessarie a sviluppare i terreni. “Se non ci sono i servizi, non si possono rilasciare le licenze”, riassume Alonso.
A questo proposito, annuncia che nel caso di La Pared l’ampliamento dell’impianto di depurazione consentirà di sbloccare le autorizzazioni edilizie.
Mentre i lavori saranno in corso, i servizi legali stanno valutando il rilascio di licenze condizionate, così che le abitazioni possano essere costruite in parallelo e collegate all’impianto una volta completato.
A La Lajita, il Comune si aspetta di ricevere a novembre il progetto di riassegnazione dei lotti del noto piano attuativo La Lajita 2000.
Il progetto di urbanizzazione è già stato presentato e la revisione comunale ha richiesto la correzione di alcune carenze. “Resta che il gruppo incaricato della redazione ci consegni il progetto di riassegnazione dei lotti, cosa che deve fare proprio questo mese di novembre”, spiega. In seguito dovranno essere espletate le procedure di consultazione pubblica.
Il Comune ha assunto l’iniziativa dopo anni senza progressi. Ora, riassume, “il Comune pagherà la sua parte e ogni proprietario pagherà la propria”, precisa.
Parallelamente, l’amministrazione cerca finanziamenti per realizzare un impianto di depurazione, il cui progetto è approvato e prevede un investimento di circa sei milioni di euro. Dovrà inoltre essere garantita la fornitura di acqua potabile. Alonso assicura che l’amministrazione sta lavorando su questi fronti, ma evita di indicare una data per l’avvio dei lavori: “Andiamo passo dopo passo”, risponde alla domanda.
45 abitazioni a prezzi accessibili con licenza a Pájara
Nel centro abitato di Pájara, l’assessore segnala un complesso incompiuto di 45 abitazioni destinate all’affitto a prezzi accessibili. Secondo quanto rivela, è stato acquistato da un promotore privato e il Comune ha già rilasciato la licenza. Alonso non prevede nuovi progetti pubblici di edilizia abitativa nel corso di questo mandato.
Per quanto riguarda l’edilizia pubblica, Alonso contesta gli annunci di cessioni di terreni al Governo delle Canarie senza che siano state risolte le questioni infrastrutturali necessarie alla costruzione. Spiega che anche i lotti disponibili hanno bisogno dei servizi per ottenere la licenza, proprio come un progetto privato.
Per questo indica come priorità il progresso dell’urbanizzazione e della fornitura idrica. “Quello che bisogna sbloccare sono i servizi”, conclude, chiedendo di semplificare la burocrazia per rispondere alla domanda dei cittadini. “La gente non ha un posto dove vivere”.
Fonte: La Voz de Fuerteventura