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Ana Pérez denuncia: solo il Comune di Puerto del Rosario finanzia le parrucche per le pazienti oncologiche a Fuerteventura

Nel Giorno contro il Cancro al seno, Ana Pérez denuncia la mancanza di sostegno da parte dei comuni per finanziare le parrucche oncologiche e ne ricorda l’importanza emotiva per le pazienti. Per coprire i costi, l’associazione deve vendere braccialetti.

Pía Peñagarikano
Ana Pérez denuncia: solo il Comune di Puerto del Rosario finanzia le parrucche per le pazienti oncologiche a Fuerteventura

La perdita dei capelli durante un trattamento oncologico può diventare uno dei momenti più difficili per una donna a cui è stato diagnosticato un tumore. Potersi guardare allo specchio e riconoscersi, uscire senza sentirsi osservata o mantenere la propria immagine abituale davanti ai figli e ai familiari ha un valore che va ben oltre l’estetica.

È quanto sostiene Ana Pérez, presidente dell’Associazione contro il cancro al seno metastatico di Fuerteventura, che questo lunedì, 19 ottobre, Giornata internazionale contro il cancro al seno, ha colto l’occasione di un’intervista a La Voz de Fuerteventura, all’ospedale generale dell’isola, per denunciare lo scarso coinvolgimento delle amministrazioni locali nel finanziamento delle parrucche oncologiche.

“Ad oggi non c’è nessun Comune, tranne quello di Puerto del Rosario, che finanzi le parrucche”, afferma, ricordando che l’associazione assiste numerose pazienti di diversi comuni dell’isola.

“Non è una parrucca che metti a Carnevale: sei tu”

Ana Pérez sottolinea che si tratta di uno dei servizi più apprezzati dalle pazienti, persino più di altre prestazioni offerte dall’associazione, come la fisioterapia oncologica.

“Non è una parrucca che metti a Carnevale: sei tu, è ritrovarti quando ti alzi, ti guardi e ti riconosci”, spiega.

La presidente racconta come le donne recuperino parte della propria sicurezza quando possono mantenere la loro immagine durante il trattamento. “È importantissimo che ritrovino se stesse quando si guardano allo specchio, quando escono per accompagnare i bambini a scuola, che si riconoscano e che la gente non le guardi con compassione quando vanno al supermercato”.

Ricorda anche l’emozione delle pazienti quando ricevono le loro parrucche, adattate da Sonia, la parrucchiera che collabora con l’associazione.

La presidente non nasconde il proprio disappunto quando parla del finanziamento di questo servizio e degli sforzi delle volontarie per reperire le risorse necessarie.

Nei giorni scorsi, durante Fudenas, l’associazione ha allestito un banchetto solidale per tre giornate. Le sue componenti sono rimaste fino a dodici ore a vendere braccialetti per raccogliere fondi.

Sono stati raccolti 1.221 euro, una somma che, spiega, basta a finanziare soltanto due parrucche per pazienti che non risiedono a Puerto del Rosario.

Ana Pérez ritiene che le amministrazioni comunali dovrebbero assumersi maggiori responsabilità economiche e sostiene che non servano grandi stanziamenti per garantire questo servizio. “Non chiediamo poi così tanto, Pía: chiediamo magari 6.000 euro per tutto l’anno”, afferma, prima di porre una domanda diretta: “Mi vuoi dire che un Comune non ha 6.000 euro?”.

Nel suo intervento ricorda alcune delle situazioni più dolorose che le famiglie affrontano durante i trattamenti. Parla di mariti costretti a rasare i capelli alle mogli, di bambini che vedono le madri perderli e di pazienti che indossano una parrucca per non preoccupare i genitori anziani.

Un aumento del 216% dall’inizio dell’anno

La denuncia arriva in un momento di forte crescita dell’attività dell’associazione, che il prossimo 22 ottobre celebrerà cinque anni dalla presentazione ufficiale.

Secondo i dati forniti dalla presidente, nel 2026 l’associazione ha registrato una crescita del 216%.

Circa un mese fa assisteva tra 138 e 140 pazienti; una cifra che, assicura, è già aumentata. Inoltre, stima in circa 800 il numero delle persone assistite, senza contare tutti i familiari che ricevono a loro volta sostegno.

Nata per occuparsi del cancro al seno metastatico, oggi l’associazione assiste uomini e donne con qualsiasi diagnosi oncologica. Circa la metà dei pazienti è affetta da tumore al seno.

Tra i servizi offerti figurano la fisioterapia oncologica a domicilio, la psico-oncologia, la medicina estetica, l’assistenza sociale, le attività sportive e la copertura di alcune terapie farmacologiche e di prodotti ortopedici.

Pérez sottolinea in particolare l’importanza della fisioterapia a domicilio, che evita gli spostamenti alle pazienti che vivono in comuni lontani da Puerto del Rosario, e del sostegno psicologico online.

Tutti i servizi sono completamente gratuiti, sia per le persone malate sia per i loro familiari, senza che sia necessario iscriversi all’associazione.

L’organizzazione conta tre dipendenti: due assistenti sociali, Ruth e Mónica, e una coordinatrice amministrativa. A loro si aggiungono circa 40 volontari.

Il timore che i contributi arrivino troppo tardi

Guardando ai bilanci del 2027, Ana Pérez esprime anche preoccupazione per la continuità dei servizi professionali.

In particolare per le due assistenti sociali, il cui lavoro considera indispensabile per accompagnare pazienti e familiari.

“Spero che i contributi arrivino prima, così da non dovermi ritrovare il 31 dicembre a fermare queste due ragazze meravigliose”, afferma.

La presidente confida di poter contare ancora sul sostegno del Governo delle Canarie per garantire una parte dei servizi di assistenza sociale e fisioterapia, oltre che su quello del governo insulare e dei comuni.

In questa giornata del 19 ottobre, Pérez rivolge un messaggio di speranza alle persone che affrontano un tumore e alle loro famiglie: le invita ad avere fiducia nei professionisti sanitari, a mantenersi attive nei limiti delle proprie possibilità e a lasciarsi accompagnare.

“È difficile, molto difficile, ma si può”, conclude.

Fonte: La Voz de Fuerteventura